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COOPERAZIONE

“Poiché il Popolo di Dio vive nelle comunità e in esse in qualche modo appare visibile, tocca a questa comunità rendere testimonianza a Cristo di fronte alle genti. La grazia del rinnovamento non può avere sviluppo alcuno nelle comunità, se ciascuna di esse non allarga la vasta trama della sua carità fino ai confini della terra, dimostrando per quelli che sono lontani la stessa sollecitudine che ha per coloro che sono i suoi propri membri. E’ così che l’intera comunità ecclesiale prega, coopera, esercita un’attività tra le genti attraverso quei suoi figli che Dio sceglie per questo nobilissimo compito. Sarà quindi utilissimo mantenere i contatti, senza tuttavia trascurare l’opera missionaria generale , con i missionari che in questa stessa comunità hanno avuto origine perché divenga visibile la comunione tra le comunità con il vantaggio di una reciproca edificazione”. Decreto Ad Gentes cap. VI n. 37

La convinzione che la disparità tra Nord e Sud del mondo sia di fatto un’ingiustizia e la consapevolezza che un mondo in cui ci sia una più equa ripartizione delle risorse e in cui tutti abbiano le stesse possibilità di sviluppare le proprie potenzialità sarebbe un mondo più sicuro, stanno alla base della nascita e della crescita della solidarietà internazionale e della cooperazione allo sviluppo.
La solidarietà internazionale non è solo una questione caritativa - assistenzialista, ma sta assumendo sempre di più la connotazione di un vero e proprio dovere giuridico, e al tempo stesso rappresenta anche un investimento in un mondo più giusto, e quindi più pacifico e sicuro.

Perché cooperazione allo sviluppo? Il termine cooperazione implica un’interazione tra due soggetti per il raggiungimento di uno scopo, che in questo caso è proprio lo sviluppo. Il termine cooperazione implica quindi che il processo di sviluppo non debba e non possa essere promosso e realizzato unilateralmente: i soggetti coinvolti devono provenire sia dai Paesi più ricchi, in virtù del principio di solidarietà di cui si parlava sopra, ma devono essere coinvolti anche dal Paese beneficiario, sia per poter individuare al meglio gli interventi da realizzare sia per garantire che detti interventi siano duraturi e rispettosi della cultura locale.

Ma quale sviluppo? Oggi il concetto di sviluppo generalmente accettato è quello di sviluppo umano, concetto che, se non esclude del tutto il concetto di sviluppo economico, non si riduce però a questo unico aspetto. Infatti, l’approccio allo sviluppo umano trova il suo fondamento nella convinzione che debbano essere ampliate le opportunità a disposizione dei singoli individui che appartengono ai Paesi più poveri, attraverso la formazione ed il potenziamento delle capacità umane. Ogni individuo, secondo questo approccio, deve essere messo nella condizione di condurre una vita sana, nel rispetto dei suoi diritti fondamentali, di acquisire competenze e di accedere alle risorse necessarie per condurre una vita degna e per contribuire allo sviluppo del suo Paese.

I principi fondamentali su cui si basa questo approccio sono quattro:

  • Eguaglianza, perché lo sviluppo umano deve essere un processo di ampliamento delle opportunità per tutti, senza alcuna discriminazione.
  • Sostenibilità, il processo di sviluppo deve autorigenerarsi in modo tale da garantire le basi per il suo perdurare nel tempo e, quindi, permettere a tutte le generazioni di beneficiarne. Un tema attuale è quello della sostenibilità ambientale: il processo di sviluppo non deve compromettere il nostro ecosistema e deve quindi essere armonizzato con i mezzi che offre la natura e, al tempo stesso, esserne rispettoso.
  • Partecipazione, questo principio è fondamentale nel contesto dello sviluppo umano. Partecipazione, intesa in questo caso in senso lato, significa che tutti gli individui devono essere coinvolti in profondità nei processi economici, sociali, culturali e politici che li riguardano. La partecipazione è una garanzia della sostenibilità del processo di sviluppo, perché solo attraverso la partecipazione gli individui possono essere artefici del loro futuro e moltiplicatori di sviluppo.
  • Produttività; per garantire uno sviluppo che non sia distorto, occorre che gli individui siano messi in condizione di partecipare ai processi economici in maniera attiva e, in particolare, devono essere messi nella condizione di accedere ad un impiego remunerato per poter soddisfare i bisogni fondamentali.