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TRIDUO DI SAN FRANCESCO: 3° Giorno

03 ottobre 2014

TERZO GIORNO DEL TRIDUO

L’incontro di Francesco con il Vangelo

Il Vangelo del giorno

Dal Vangelo secondo Luca (10,13-16)

In quel tempo, Gesù disse: «Guai a te, Corazin, guai a te, Betsàida! Perché se in Tiro e Sidone fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi, gia da tempo si sarebbero convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere. Perciò nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafarnao, sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai precipitata! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato». 

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Il brano del Vangelo di oggi è la parte conclusiva del così chiamato “Vangelo della missione”. Il capitolo 10 di Luca infatti inizia con il famoso mandato missionario dei settantadue discepoli. Vale ricordare che fu proprio questo Vangelo che spinse  Francesco a intrapendere la “sua” forma di vita. Il brano di quest’oggi evidenzia che  l’annuncio è questione di vita o di morte. Accogliere l’annuncio del Regno di Dio lasciandolo regnare su di noi è entrare nella vita vera. Il rifiuto di questo messaggio sinifica rimanere richiusi in noi stessi, è un morire. Le dure e severe parole di Gesù non sono una condanna o una minaccia ma una forte avvertenza. É come dicesse: Svegliatevi! Accogertevi di cosa state facendo della vostra vita! Non vivete per voi stessi ma accogliete il dono di Dio, ossia il suo Amore! “Il Tuo amore vale più della vita” dice il Salmo 62, sì perché l’amore di Dio riempie la nostra vita di senso, di luce e di calore. Il suo amore è la vita della nostra vita! Il rifiuto di questo dono genera un dolore angustiante perché ci viene a mancare il vero senso del nostro esistere.

... con San Francesco

Francesco ha accolto il messaggio evangelico dell’Amore di Dio con gratitudine e impegno. Un giorno, sacoltando la messa nella chiesetta della Porziuncola, la terza da lui riedificata, si sentì colpito dalla lettura del Vangelo della missione. Era l’anno 1208 e probabilmente il giorno della festa di san Marco evangelista, 25 aprile, oppure quella di san Luca, 18 ottobre. Il testo evangelico era quello di Lc 10,1-9: Gesù manda i discepoli ad annunziare il Regno, con mansuetudine di agnelli, senza provviste di viaggio, senza borsa, portando il saluto di pace, mangiando quello che sarà loro messo davanti, curando i malati... Finita la messa, si fece spiegare dal sacerdote quel vangelo. Fu come lo spuntare di un giorno radioso dopo una lunga notte: «Di scatto, esultante di divino fervore, - Questo - disse - è ciò che voglio, questo è ciò che chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore!» Senza indugio indossò una tunica semplice, da lui stesso ideata, stretta ai fianchi da una cordicella e, a piedi nudi, si mise a predicare annunciando il regno di Dio e invitando alla conversione. L’incontro di Francesco con il Vangelo l’ha segnato in maniera così forte da scrivere nella sua Regola: “La Regola e vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo...”. Che lo sia anche per tutti noi in quest’oggi e sempre.

Pace e Bene!

Fra Carlos Acácio

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