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Chiesa e cultura Indigena!

28 luglio 2017

Quante critiche alla Chiesa Cattolica per aver distrutto la cultura indigena... nel passato sicuramente dobbiamo riconoscere in nostri sbagli, ma oggi, dobbiamo riconoscere che in questa regione forse noi missionari siamo gli unici che stanno lottando per aiutare gli indios a valorizzare le sue origini, a scoprire che realmente il Signore Dio li ha creati con una cultura bella, ricca e preziosa, che non devono perdere lasciandoci travolgere dalla globalizzazione.. e pensando che tutto quello che si vede alla televisione con stampo occidentale e “bianco” sia migliore, anzi... Confermando tutto questo, dal 10 al 15 de luglio, a Belém do Solimões, abbiamo realizzato il 7° Festival della cultura indigena dell’Eware (Terra Sagrada, dove Dio ha creato gli indios). La notte del 10 luglio centinaia di indios erano riuniti nel Centro Culturale davanti alla Chiesa de S. Francesco, a Belém do Solimões, per iniziare questo grande evento in difesa della vita e cultura indigena.
Quest’anno sono giunti non solo indios di diverse etnie (Ticuna, Kanamari e Cocama) ma anche di altri paesi, arrivando con sorpresa dalla Colombia e dal Perù, sempre dopo giorni di viaggio in canoa... Gli oggettivi principali del Festival sono ora chiarissimi per tutti: 1 – valorizzare ogni cultura indigena nella sua diversità; 2 - lottare contro l’alcolismo, droga e violenza tanto presente in questa regione di frontiera; 3 – vivere un intenso momento di fraternità tra gruppi etnici, comunità, paesi e chiese.
Oltre ai canti, con danze comunitarie nei ritmi di tamburi e strumenti offerti dalla propria Madre Terra, alle pitture del corpo tutte naturali, ai vestiti confezionati e estratti da cortecce, foglie, erbe... ogni villaggio ha scelto una coppia di indios guerrieri per mostrare le sue abilità con l’arco, la cerbottana e la corsa con pensanti tronchi sulle spalle. Molti giovani indios hanno imparato a fabbricare questi strumenti millenari anche in villaggi dove quasi lo avevano dimenticato.
Ogni villaggio ha inoltre scelto una Mamma per sfilare come la india più bella, ma non secondo gli schemi occidentali delle Miss Universo, ma della bellezza di ogni mamma, per il semplice fatto di essere donna e madre, con la sua famiglia! è stato un momento estremamente emozionante!
Interessante è stato anche vedere abitabilità degli indios in accendere il fuoco, nel modo ben tradizionale della loro cultura, senza accendini o altro... in realtà, per chi conosce i segreti della natura, la Madre terra ci offre proprio tutto! Siamo noi che ci stiamo allontanando da lei e perdendo i tanti benefici che ci offre!
Grazie fratelli indios per la bellezza e vitalità ci avete rivelato in questi giorni di festival e nella vita quotidiana condivisa con voi nei villaggi! È un grande onore e dono per noi missionari vivere con voi e costruire insieme la missione!

...ma chi sono i missionari?!

Durante il Festival di cultura e musica degli indios c’erano anche loro: missionarie e missionari. Ma chi sono?! Per chi non li conosce o non li ha mai visti, vi presento alcuni volti, vite, testimoni. Per chi già li conosce, vi offro questi volti, vite, testimoni, per aiutarvi ad approfoindire la sua conoscenza. Principalmente, loro erano lì. Il lievito nella pasta.
Arrivano in un luogo e, subito, entrano a far parte della vita, con tanta disinvoltura, per il semplice fatto di avere nel cuore un grande amore e una “spogliazione” veramente unica. Sì, sono persone semplici, ma estremamente sensibili ai segni di vita.
Sono stati qui con noi, con gli indios, sono stati qui a Belém do Solimões... e alcuni sono ripartiti... ma in realtá rimangono qui a Belém. Eccoci al dunque, rimanere dietro le quinte della vita, dopo tutto, é ció che fanno e sono i missionari e missionarie. Rimanere un po’ all’ombra, lavorando sodo, affinché l’altro – il fratello e la sorella piú abbandonato e escluso dalla societá - cresca e la sua luce brille!
Ringraziamo tutti voi (cappuccini, suore, maristi, laici e laiche) che avete voluto rimanere con noi navigando il fiume e affontando le tante difficoltá amazzoniche di chi vive ogni giorno nel villaggio. Grazie missionarie e missionari!


Frei Ricardo França, Fr. José Lourival e fr. Paolo Maria Braghini

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